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08/12/05

La Bella Napoli

Indagine_privata Un anziano meccanico svanito nel nulla; un piccolo cimitero militare semiabbandonato tra le montagne; uno strano gruppo di vecchietti male assortiti e legati solo da ricordi di guerra. E come se non bastasse festini a base di cocaina, squillo di lusso e personaggi eccellenti, sono gli ingredienti di questo romanzo ricco di atmosfera.

La terza avventura del poliziotto napoletano venuto a dirigere un piccolo commissariato tra le montagne dell'Abruzzo,"La bella Napoli".
Si tratta di Indagine Privata di Ugo Mazzotta, edito da Todaro Editore.

Vediamo meglio di cosa si tratta.

Si tratta di un giallo nel senso classico del termine: un investigatore caparbio, un delitto archiviato in fretta, un’indagine, colpi di scena e il finale a sorpresa.
Tutto qui? No, niente affatto. Nei libri di Mazzotta quello che conta non è la trama, complicata o meno che sia. Contano i personaggi, disegnati a tutto tondo, contano gli ambienti, descritti con abili pennellate quasi ci si trovasse in mezzo a loro, conta l’umanità che traspare in tutte le sue miserie, ma anche in tutte i suoi splendori.
Prisco, il commissario, è un uomo normale ovvero, è come dovrebbero essere tutti gli uomini normali: comprensivo, orgoglioso, onesto. Non si lascia mettere i piedi in testa da nessuno ma neanche li mette lui agli altri. Ha un profondo senso della giustizia ed è un uomo intuitivo, quel tipo d’investigatore che a volte le cose le capisce, ma altre gli succedono addosso.
I suoi collaboratori sono anche loro uomini e donne di tutti i giorni, gente che porta sul lavoro i loro problemi e viceversa. Gente che vive una vita vera, fatta di piccole gioie e grandi dolori.

Gli antagonisti, i cattivi del romanzo, sono anche loro molto umani e forse è questo l’unica pecca di Mazzotta: lui non riesce, almeno in questo libro, a disegnare un cattivo veramente cattivo. Certo, nel male c’è sempre qualcosa di buono, ma la malvagità esiste, lo sappiamo bene, ma in questo libro resta fuori dalla porta. Anche il delitto che Prisco deve risolvere ha i suoi perchè che affondano nel cuore della nostra storia recente e che in un certo senso lo fanno apparire meno terribile che se si fosse compiuto solo per rubare un motorino o per uno sgarro da strada.

Indagine Privata è un romanzo delicato, nonostante parli di morte, perchè della morte si può anche parlare delicatamente, col garbo e il sentimento che sicuramente contraddistinguono Ugo Mazzotta e, naturalmente, il suo alter ego, il suo bravo Commissario Prisco.

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Posted by alberto giorgi in Classico, Detective, Recensione | Permalink

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Commenti

Ottimo libro, questa volta sono d'accordo con tutte quelle tue formichine! ;o) Non sono d'accordo sul fatto che il cattivo debba essere per forza veramente e univocamente cattivo, nella vita reale ci sono mille sfumature proprio come in questo libro.

Scritto da: Emanuela | 09/dic/05 11:04:55

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